venerdì 19 ottobre 2012

Piano di Alberto Mori con intervista

post pubblicato in www.rainstars.net/canale/letteratura_poesia/elegiastella
a cura di Meth Sambiase




Piano - di Alberto Mori
artista
Alberto Mori
poeta performer

Alberto Mori, poeta performer e artista, sperimenta una personale attività di ricerca nella poesia, utilizzando di volta in volta altre forme d’arte e di comunicazione: dalla poesia sonora e visiva, alla performance, dall’installazione al video ed alla fotografia. La produzione video e performativa è consultabile on line sulla pagina YouTube e Vimeo dell’autore e nell’archivio multimediale dell’ Associazione Careof / Organization for Contemporary Art di Milano.Collabora inoltre,con molti fra i più noti poeti contemporanei, italiani e stranieri, per la realizzazione di letture pubbliche, manifestazioni ed eventi dedicati alla poesia.Negli ultimi anni più volte finalista del premio di poesia “ L.Montano” della rivista Anterem di Verona. Dal 1986 ha all’attivo numerose pubblicazioni. Nel 2001 Iperpoesie (Save AS Editorial) e nel 2006 Utópos (Peccata Minuta) sono stati tradotti in Spagna. Per Fara Editore sono stati editi Raccolta (2008) Fashion (2009) Objects (2010) Financial (2011) Piano (2012).
Website: www.albertomoripoeta.com

artista
tratte da Piano
Ed al rovesciamento miracoloso discende dal cielo
San Marco del Tintoretto
Arriva tra la folla con la provvidenza del Wonder Man
Accanto lo schermo interattivo dello sponsor
mostra il declivo collinare dell’Associazione Iseo Parapendio
L’asincrono delle scene
viene raccolto simultaneo dalle fotocamere dei visitatori.
Molto preparato: [IperCageSystem]
nelle Chiavi & Martelletti

Suond Design AudioListz

>piano<

Concertato e Discusso

Dall’orchestra

NeoVerbigerante

artista
Alberto Mori, l'arte in continuum, in continuo movimento da un segno all'altro, dalla parola al video, in continua ricerca. Un punto da cui cominciare e un altro in cui puntare la direzione.
Amo la fenomenologia del divenire di ogni cosa ed ogni volta consegnare prospettive incompiute nei miei lavori che vengono affrontati spesso con fermo rigore concettuale iniziale per poi via via aprire e lavorare la materia con i suoi linguaggi.

C'è conflitto tra sperimentazione e tradizione, tra l'inquieto ricercare nuove materie e parole e il patrimonio del già fatto? O immancabilmente, ognuno porta anche nel nuovo un frammento di cultura passata che gli appartiene come assertivo archetipo culturale. E in tal caso, allora è innaturale il nuovo?
Bisogna intendersi sul concetto di “nuovo” che è stato introdotto artificialmente nel ’900 per giustificare le sorti progressive del suo sviluppo tecnologico e che ha mostrato il tragico fallimento di due guerre mondiali e la succesiva consegna del concetto stesso alla replicazione consumista e conseguente reinvenzione dell’oggetto estetico: Pop Art e Poesia Concreta. La sperimentazione ha un altro cammino, poichè lavora con i mezzi e gli strumenti della contemporaneità che riguarda l’accadere in ogni tempo. Si sperimentava anche nella poesia e nell’arte dell’antica grecia ellenistica. La materia dei linguaggi estetici è il campo della sperimentazione ed attraverso la loro interazione possono certamente affiorare zone semantiche lontanissime e convivere attraverso i segni, le azioni, le immagini. Si pensi ad es. a certi lavori di Ezra Pound dove la sinestesia fra il linguaggio verbo visivo cinese e la traduzione in inglese vengono sperimentati come vere e proprie strutture testuali oppure a certa poesia ipertestuale americana la quale in un unico testo attraverso la cliccazione dei versi, modula molteplici percorsi di senso. Ora per rispondere in vertiginosa sintesi alla tua domanda:è naturale l’esistente quando è contemporaneo. La tradizione ed il cosiddetto” nuovo” convivono in questo gesto quando sono presenti, diversamente abbiamo una infinita coazione a ripetere e la dissoluzione in tutto ciò che è il già visto e già detto.

Domanda cronica su Elegiastella. Lo spazio metrico di Alberto Mori. Nella scrittura il canone è da rispettare, inventare o ignorare? Il verso di Alberto è discorsivo, affabulatorio o metrico?
È una direzione. La direzione rispetta già il canone dello spostamento poiché muovesempre da o verso qualcosa ed esso è da intendersi proprio nell’accezione di andare nello spazio urbano od in una zona semantica, esplorare i suoi mezzi di notazione, di ottica percettiva, di consapevolezza che nasce dal fare. La metrica la usano anche gli architetti, i geometri e gli operai ed un poeta ed un artista vive e lavora in un cantiere dove nasce la poesia di tutti gli uomini che lavorano insieme ad un progetto.

Da vari anni, sei uno dei promotori di Poesia a strappo nella tua città. Un buon modo per diffondere la cultura poetica e creare una comunità attiva intorno alla poesia. La piazza, la strada, la via, è un luogo possibile per la poesia, per chi vive nel cuore dell'era telematica?
L’esperienza di Poesia A Strappo è nata nel 1995 e dal 2003 viene portata in varie piazze e luoghi d’Italia sensibili alla poesia, rende pubblica la poesia e dunque crea una relazione spontanea ed immediata con il testo poetico che incontra il passante. E’ un territorio mobile ed aggrega immediatamente dove si colloca la sua comunità e certamente anche coloro che sono già in strada con i loro IPhone la possono subito rendere connettiva con le app fotografandola. L’avatar errante nella rete ed le azioni dei global net reading sono già da oltre un decennio buon mezzo per comunicare poesia, una volta che la presenza dei corpi vive la relazione concreta della condivisone della poesia mentre accade nei luoghi che è poi uno dei motivi per i quali Poesia A Strappo è nata.
a cura di Meth Sambiase

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