giovedì 7 luglio 2016

La porta della preghiera


Il priore Gianni Giacomelli (a sinistra) e Vincenzo D'Alessio

Abbiamo raccolto l’invito di Alessandro Ramberti, responsabile editoriale della Casa Editrice Fara di Rimini, per ritrovarci con molti altri Autori presso il monastero di Fonte Avellana (PU) nei primi tre giorni di questo mese ed affrontare il tema Preghiera  (e…  : cosa intendiamo per preghiera e la valenza della preghiera nelle Arti.

Il tema della preghiera non è solo della Cristianità ma di tutte le religioni presenti sul pianeta; anche le civiltà nascoste e sopravvissute alle devastazioni degli uomini: parlo degli ultimi lumi della civiltà amazzonica e in altri luoghi nascosti.

La sede dove si sono svolti i lavori all’interno del monastero benedettino camaldolese è stato lo Scriptorium dove i monaci, nei secoli dal X al XV, realizzavano le stupende pergamene miniate. Il luogo è ricordato anche dal sommo poeta Dante Alighieri nel Canto XXI del Paradiso dove parla di San Pier Damiani:

Tra due liti d’Italia surgon sassi,
e non molto distanti alla tua patria,
tanto, che’ troni assai suonan più bassi,
e fanno un gibbo che si chiama Catria,
di sotto al quale è consecrato un ermo,
che suole esser disposto a sola latria.
  


In successione hanno preso la parola Salvatore Ritrovato, Marzia Biondi, Claudio Signorotti, Daniele Gigli, Alex Celli, Enrica Paola Musio, Alessandro Ramberti, Graziella Sidoli, Marco Bottoni, Maria Luisa Gravina, Fabrizio Zaccarini, Adalgisa Zanotto, Farhad Bitani, Anna Maria Tamburini, Jean Paul Hernandez, Caterina Trombetti, Paolo Valesio, Ottavio Rossani, Subhaga Gaetano Failla, Lucianna Argentina, Silvano Galloni, Vincenzo D’Alessio, Roberto Borghesi, Giuseppe Bucco, Bruna Spagnuolo, Claudio Fraticelli, Gabriele Via, Gianni Giacomelli, Vesna Andrejevic e Stefano Bianchi.

Agli interventi hanno fatto seguito delle tavole rotonde tra i partecipanti.

Meritano particolare attenzione gli interventi di Farhad Bitani, nato e vissuto a Kabul (Afghanistan) negli anni violenti delle guerre civili dopo la dominazione sovietica. Egli studia in Italia, questo evento gli permette di rivalutare le direttive religiose subite nell’infanzia e di abbracciare la fede cristiana. Rientrato in patria presso i genitori subisce un attentato da parte dei tabelani che lo riduce in fin di vita. Recupera la convalescenza presso un ospedale italiano.
La testimonianza di Farhad ha svelato il mondo violento e sanguinario dei Talebani, la preghiera imposta violentemente ai bambini, l’impossibilità del confronto con le altre religioni presenti nel mondo. I libri che ha scritto, prima respinti dai diversi editori italiani, hanno trovato spazio oggi perché svelano il vero volto dell’ ISIS e il programma assassino che realizza.

L’altro intervento che ha illuminato l’aula dello Scriptorium è stato quello di Gianni Giacomelli (padre), attuale rettore del Monastero di Fonte Avellana, il quale ha citato come antifona dal Libro dei Salmi il n. 131, “Il canto dell’umiltà”:

Signore, non si esalta il mio cuore,
non si alzano alteri i miei occhi;
non corro dietro a cose grandi,
né a cose troppe al di sopra di me. 


L’esegesi di padre Gianni ha colmato molti interrogativi sorti durante i dibattiti, specialmente sul valore oggi della preghiera nei giovani, negli uomini troppo presi dal guadagno immediato: l’Apocalisse delle necessità. Nei sofferenti che si moltiplicano negli ospedali e nel ventre malcelato delle megalopoli. È venuto il tempo della nuova catechesi, non più imposta dall’alto delle gerarchie, ma incarnata negli uomini che si fanno essi stessi preghiera in mezzo agli uomini.
Essere preghiera, ha concluso nel suo luminoso intervento padre Gianni, è richiamarsi alla figura di Gesù Cristo che ha donato tutto se stesso in piena umiltà affidandosi all’ Amore del Padre. Porta della Preghiera, esempio in mezzo agli uomini senza esaltazioni.

Abbiamo lasciato le sale dell’immenso eremo calmaldolese carichi del sincero desiderio di ritrovare noi stessi nella semplicità e nell’umiltà della preghiera per la salvezza del Creato e delle sue Creature continuamente esposte alla feroce sete di energie che l’umanità spreca giorno dopo giorno senza alcuna pietà.

6 luglio 2016

                          

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